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I moto racconti del Gatto!
Da roma a Milano a cavallo della Kle
Ringrazio inanzitutto in miei numerosissimi fans per il gaudio e il tripudio
manifestato alla notizia di un nuovo motoracconto, ma non dovete fare così
altrimenti mi commuovo....
Partiamo dall'inizio.
Al principio c'era il nulla...
No, va bene, incominciamo da un po' più in qua.
Il principio si chiama motoraduno di mulazzo 2005.
Fu lì che la incontrai per la prima volta. Era arrivata col suo papà da
Roma un bel 450 km macinati con il suo motore bicilindrico da enduro. Sembrava meno affaticata e sconvolta di tante altre stradali: una vera tosta.
e fu amore a prima vista.
Le vicessitudini le sfortune e le botte di culo mi hanno portato una bella
mattina di fine ottobre a svegliarmi alle 5.00, prendere il tram che
attraversa la città e ritrovarmi in aereoporto per il volo delle 8.55 per
Roma. Sapete che stavo per far imbarcare Luca come minore non accompagnato?
Purtroppo non sa la differenza tra check-in e gate e rischia sempre di
perdersi all'aereoporto. se non ci fossi io....
Roma, la città eterna, ed io non ho visto niente!
Tra l'euforia di
andare a ritirare la bambina,e lo stress dello scritto di farmacologia da scaricare, dormii
solo un paio d'ore col risultato di essere tanto rincoglionita da dormire
sempre in macchina nei tragitti Roma-Ardea, dove stavamo a casa di amici, e non aver voglia di girare. Però un pochino, l'allora
Kleopatra e lo zio Cash, mi ci hanno scorrazzato. Ho potuto apprezzare il pavè (o sanpietrini) di Roma, il traffico del sabato pomeriggio, il mercato delle pulci di sfuggita, una porta antica che non saprei proprio quale fosse, e sicuramente mi è rimasto impresso quanto verde ci fosse: mi sembrava di essere ad una succursale più antica e più incasinata (per il traffico) di Berlino! sconvolgente :) anche perchè dai ricordi delle precedenti visite mi ricordavo una città molto più simile a Milano. La vorrei anche più simile per i negozi di moto: dove lo trovi un negozio come quello dove abbiamo preso i guanti invernali? (ma com'è viaggio motociclistico che facciamo guanti che si prendono? bah!) lo definirei " il paradiso del gadget del joe bar team". Ne approfitto per salutare i due gestori motociclisti e felinofili convinti: come faccio a non volergli bene?
Riportanto a casa il doc, apprezzo l'essenza di una moto che non ha la spia della riserva e che fa un botto di tosse per avvisarti che è ora di girare il rubinetto. Poi il commiato dello zio dalla sua bimba verde. Niente lacrimucce e che credete?!?! è un blocco di uomo sardo tutto d'un pezzo!
primo viaggio: Roma Ardea. la Sagra della chiappa quadrata a 40 km orari. Roma è bella, ma è il traffico che la rovina: un reale incubo!
Altro viaggetto Ardea-Roma, altro pisolo: si va a cena col mejo collettivo del kkk romano: Er giagua' (in questo caso anche la riunione del collettivo felino kkk), la giaguara (patty) Zio cash e Margot. E a tutti gli altri che non c'erano saluti e baci :PPPP
Il grande confronto nord-centro: no no niente menate politiche, quelle le lasciamo a chi ha la bocca per parlare qui noi la si usa per mangiare! Banco di prova: la pasta.
Chi è abituato alla pasta cotta al nord si trova spaesato dalla pasta "al dente" modello "ce lo lascio dentro" di Roma. Qui da queste parti assaggiandola si direbbe "lasciala dentro ancora un paio di minuti che è cruda".:D Però buona, meglio ancora i fiori di zucca fritti, le olive all'ascolana, le mozzarelline impanate, tutte cosettine per cui vado letteralmente matta. Cosettine della categoria " cinque minuti sulle labbra e il resto della vita sui fianchi!"( ma come dice la mia amica meg suona meglio in inglese: five minutes on your lips and the rest of life on your hips)
Il giaguaro propone un giretto notturno per Roma, ma io e Luca siamo abbastanza stanchi e consapevoli dei 700 km che ci aspettano. Lasciamo un quartiere diventato un formicaio di ventenni più biotte che vestite, tipi vestiti da becchini ottocenteschi e macchine che se potessero per un parcheggio si azzannerebbero, e mi sembra di essere tornata ai tempi del liceo quando si girovagava per i locali più assurdi.
Domenica mattina ore 8.00: mi sveglio lo faccio presente al capo (Luca) che mi chiede una mezz'ora di sono extra. Ok mezz'ora di pace per preparare le borse. E'proprio una bella mattina di sole che non pare nemmeno essere autunno. Siamo sul blacone a bere il caffè in maniche di maglietta, ed inizio a pensare: "dio esiste".
Purtroppo il sole non piace solo a noi e il 99% dei romani si riversano
sull'aurelia per fare uan gitarella fuori porta. Risultato? ardea-civitavecchia in 2 ore... :(
Ma parliamo un po' di queste 2 ore.
Alla prima curva da casa di Carlo e Jana (coincidenza vuole che si chiamino come una coppia del kkk, ma non sono gli stessi) Luca riesce a grattare la pedalina... "ooooo-ccccchei ci vado giù più tranquillo"
Giungiamo sulla pontina,e si apre "un po'" il gas. Lo zio aveva detto che 130 Km/h era ottimale, ma se vibra così tanto arriviamo a Milano shakerati come due frappè. Però.... beh prese per benino.... accidenti! altro che frappè arrivo sfatta ma soddisfatta!
Scoprirò solo lunedì che quelle erano le vibrazioni dei 160... cmq buono a sapersi :DDDD
Peccato però che per i limiti di velocità più dei cento di media per tutto il viaggio non riusciamo a fare
La pontina ci porta sul GRA: non so cosa pensasse Luca, ma conoscendolo gli sarà venuta in mente la stessa canzone: " vieni con me amore, sul grande raccordo anulare, che circonda la capitale, e nelle soste faremo l'amore e se nasce una bambina poi la chiameremo, Roma" Guzzanti è un mito non c'è che dire. Per tutto il tempo prima di partire per Roma ce la siamo ascoltata cantata e abbiamo riso come matti.
"All' uscita dell'Aurelia c'è: casalottiboccea!!!" e noi ci usciamo per dirigerci verso Civitavecchia nel traffico dei paesini e dei ristoranti per gite fuori porta e matrimoni: du palle! La giornata è stupenda e la fede s'accresce: " dio c'è, esiste ed è motociclista". Peccato però che di altre moto ne avremo incontrate si e no una decina in 700 km e solo qualcuno ha contraccambiato ai rituali saluti. Forse per paura della nuova stupidissima legge. bah.
poco prima di Civitavecchia incontriamo l'unico incidente della giornata: fortunatamente una macchina ha voluto dare una palpatina alle chiappe di quella davanti. Lì, m'illumino: dio c'è esiste è motociclista ed ha un enduro!
Il viaggio continua senza molte sorprese: dopo Civitavecchia le strade sono libere, tutti a mangiare e noi che teniamo duro. A Livorno ci fermiamo a chiamare un amico di Luca, Bebo di Pisa, dove contiamo di fermarci per una sosta più lunga della benzina semplice e approfittarne per mangiare qualcosa. Niente tristorantino romantico e tipico, un semplicissimo mc donald (dove ho recuperato grazie ai buoni sconto le sorpresine di Hello kitty dell'happy meal :DDD) e vedo un Multistrada. "Oddio che cesso di moto!" esclamo senza troppe remore all'amico di Luca che è ducatista facendo non troppa figuraccia perchè non piace nememno a lui. Ma avrò modo di pentirmi di questa affermazione. Da Pisa per fare un po' prima prendiamo l'autostrada e appena entrati delle belle nuvole grigie ci si presentano all'orizzonte. Il clima diventa sempre più cupo. Decido di non chiamare la mamma Dani che avrei voluto andare a trovare e farle la sorpresa della motina e di tirare dritit in autostrada fino a Milano. Sulla Cisa ci coglie un briciolo di nebbia e anche un po' di pioggia. E allora capisco: " dio c'è, esiste, è motociclista ha un enduro, ma è un multistrada!"
Passata la Cisa nebbia e pioggia svaniscono, probabilmente legate all'altitudine. Rimane solo umidita. Che è quasi un "benvenuti in val padana".
Sono le 22.00 arriviamo a mettere la cara Bastet che si è trasformata in gattaccia ruggente da Regina qual'era, proprio sulla Cisa per la perdita dei fermi del collettore (e si che lo zio ce l'aveva detto che ogni tanto si smollano e andavano ri-serrati, ma non immaginavamo di prederli proprio in questo viaggio). Non faccio in tempo ad entrare in casa che squilla il cellulare: " si zio siamo arrivati, stai tranquillo: ti saluta anche la gattaccia".
dita a V e lamps, Il gatto!
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