A-Mici
Per i bimbi
I miei Gatti
Il mondo a crocette
Cucina!
La storia del gatto dagli stivali
RiciClandia
Uncinettiamo?
Links
Moto racconti
Nel sacco con il gatto
|
I moto racconti del Gatto!
La nostra prima motogita da sole!
Ed eccomi qui a scrivere un moto racconto spero succulento quanto lo sia stato viverlo.
Tutto cominciò il 23 dicembre 2005: davanti a un filetto di angus io e Luca partorimmo l'idea che mangiare una fiorentina di vera chianina sarebbe stata cosa buona e giusta.
Nacque così il Chianina Party!!!
E' vero detto così fa molto setta carbonara e in un certo senso è così perchè unimmo all'idea della fiorentina quello della motogita e decidemmo di contattare quelle persone che avremmo avuto enormemente piacere vedere: Il Giaguaro e la Patty, lo zio Cash e Margot, Peppekle ed Amalia, Il Bonacchione, Lucas, e Mauro che è un paccaro e all'ultimo si tirerà indietro (ma per un ottima scusa ;) ) A questo riguardo mi scuso con gli iscritti della ML della KLE 500: quasi tutti nomi citati sono di iscritti a questa ML e l'invito per il Chianina Party non è mai stato pubblico: non ho voluto fare un torto alla ML, ma ho scelto di condividere una cosa con motocilcisti che conoscevo da molto più tempo e che casualmente sono iscirtti alla ML suddetta perchè tutti possessori (o ex possessori) di una KLE.
Comunque l'idea nasce, ed inizio a muovere le prime mail. Il vero grande mago del tutto è, e sarà per tutto il tempo, il Bonacchione, detto anche "l'omo de punta" (se glielo dite in faccia diventa rosso come un peperone e i suoi occhioni azzurri risaltano di più) che stanziato a Prato conosce i luoghi o comunque ha possibilità di conoscerli meglio di me che sto in mezzo alla nebbia padana.
La prima cosa che si decide è la data: 20- 21 maggio! .
Salto tutte le vicessitudini del dove si va e del dove non si va e incomincio dalla mattina di venerdì 19 che decido essere il giorno della mia partenza alla volta della Toscana e del Chianina Party. Luca fa atto di fede dopo la mia prima caduta con la KLE e mi lascia partire da sola: sa che solo così sarei abbastanza rilassata da andare bene perchè non devo preoccuparmi di dov'è e di cosa pensa del mio stile di guida. La notte tra giovedì e venerdì dormo malissimo, il caffè solito è finito e quello che ho preso è talmente forte da darmi tachicardia. Dire: "incominciamo bene", è un eufemismo. Provo a dormire dalle 9.00 alle 10.00 del mattino dopo aver sistemato i gatti come ciotole e sabbietta, ma è praticamente impossibile: camion, macchine, rumori industirali, cani che abbaiano; tutto mi fa decidere di vestirmi e partire. Sono talmente tanto agitata che mi tremano le mani. Mi rendo conto che sono sempre agitata prima di mettermi in sella: così la pianto mi dico che partendo così presto, se ho voglia, mi fermo quando mi pare perchè nessuno mi corre dietro e posso quindi stare tranquilla. Carico il bagaglio: una borsa laterale della mia bici e la sacca con l'anti pioggia tenuti fermi da ragno, che per i non addetti è una rete elastica con 6 ganci. Poi risalgo in casa e mi vesto di tutto punto pronta a partire. Vado a prendere la tangenziale Ovest che mi porterà sulla A1 e il traffico è bloccato e a rilento. Poco male, non mi preoccupa: ho più paura del traffico pesante e veloce, che del traffico lento quasi incolonnato; mi creo il mio buco e me ne sto lì in fila: non sono come quelli più esperti che s'infilano tra due colonne di macchine. A parte la mia inesperienza, temo tantissimo lo stronzolo che c'ha le palle girate e decide di stringermi o tagliarmi la strada. Ma sono anche una donna in moto e attiro gli sguardi di camionisti e muratori. Ed allora mi gioco il bonus: "faccia tosta donna in moto". La fila di destra è completamente inchiodata mentre quella centrale si muove un po' di più. Accanto a me c'è un camion di operai e senza peli sulla lingua, sbattendo le ciglia da sotto gli occhiali da sole e la visiera, chiedo:" Non è che mi lascereste mettere davanti a voi?" Non sforzatevi troppo nell'immaginare cosa abbiano risposto, perchè 5 secondi dopo ero sulla corsia di centro scoprendo che la destra era inchiodata per un leggero spostamento di carreggiata causa incidente. Da lì in poi tutto liscio fino al casello di Milano dove scelgo il casello più a destra per prendere il mio biglietto.
Il viaggio procede con la mia musica che mi accompagna. No, niente cuffiette: devo sentire eventuali rumori importanti, ma la mia musica è lì nella testa evocata da tante cose. Ora non mi ricordo cosa c'è passato di lì, ma c'era molta musica. C'era il Liga, c'era Mozart, c'era il Giovan Sebastiano, e anche pezzi ascoltati in radio di cui non so il titolo.
I primi Km scorrono, abbastanza velocemente: mi ritrovo a tenere i 110 km/h talora i 120 e a fare puntatine a 130 per sorpassare qualche camion. Fino a giungere alla prima sosta: area di servizio Arda a Fiorenzuola, più o meno da quelle parti. Mi sbaglio e mi ritorvo nel percorso camion cercando il distributore della benzina ed arirvandoci passando per le pome camion. Faccio una manovra un po' "no"( gli autogrill sembrano sempre così tremendamente a senso unico!), ma non c'è nessuno: in pratica giro attorno alle pompe in prima poco più che al minimo e mi piazza sulla prima libera. Innocentemente sollevo la visiera e chiedo al benzinaio: " scusi ma quesotnon è servito vero?" Il benzinaio mi guarda intenerito e mi dice: "No ma non si preoccupi: gliela faccio lo stesso io lì!" Mi sento troppo cacca, farlo lavorare a gratis: così sposto a spinta la gattaccia sulla pompa servita. Il commento è scontato, " eh è una moto alta... " " mi raccomando vada piano..." poi carinamente mentre sposto la moto dalla pompa dopo aver pagato riesco pure a farmi reggere il casco! Rimango poco lì frema lo stretto necessario per bere un goccio d'acqua e chiamare Luca per dirgli dove sono.
Riparto e il viaggio è molto tranquillo da lì al secondo autogrill, il famoso Cantagallo, appena dopo Bologna. Col benzinaio stessa storia, moto alta vada piano... ma questo ha un tocco di originalità: "La sua moto va più veloce della mia auto!" Dovrei manfgiare, am non ho fame: l'adrenalina è a livelli altissimi, ma non voglio rendermene conto sul momento: riesco solo ad essere tranquilla quando vado e stare ferma è un supplizio, tuttavia una piccola pausa me la devo prendere e mi concedo un succo di frutta fresco giusto per ingerire qualche zucchero in alternativa al pranzo. Mentre sono lì scambio due chiacchiere con un tizio con una suzuki, che mi aveva sorpassato almeno 50 km prima di arrivare alla Cantagallo e che ho recuperato per la sua sosta ad un altro autogrill. Mi dice che lui fa molto spesso quella strada e che il tratto del Mugello è un supplizio tra cantieri e buche. Ne faccio tesoro e lo applico a quello che mi ha detto Luca: accodati a un camion che va a una velocità che ti aggrada e stai tranquilla.
Parto da lì con un briciolo di vento, beh non è così forte come la primissima volta che ho preso la moto in autostrada, non dà nemmeno fastidio, ma mi rendo conto che il tratto di strada è uno schifo: buche non tantissime, ne incontro una piuttosto grossa dopo Sasso Marconi, ma è un delirio di corsie gialle che i camion a velocità tra i 60 e gli 80 km/h tagliano quando possono e le auto che forse vanno solo a 130 in confronto ai camion sebrano dei missili che non ti lasciano possibilità di spostarti di corsia e sorpassare. Le uniche opportunità sono in quei pochi km a 3 corsie che rientrano prima di ogni galleria. Le gallerie invece mi terrorizzano: ho gli occhiali da sole e non sono in macchina dove posso toglierli se mi serve per vedere meglio. In certi punti sono avvolta dal buio pesto, non vedo niente, se non due puntini rossi davanti a me che non posso fare a meno di fissare in modo ipnotico stando attenta a che non si avvicinino, ne si allontanino , ne tantomeno improvvisamente si facciano più luminosi. Imparo a leggere la lunghezza delle gallerie per sapere cosa mi aspetta e fortunatamente a parte una da 1400 metri, tutte le altre non superano i 400, ma i puntini rossi sono fondamentali per la percorrenza di queste. A Pian del Voglio inocminciano le raffichei di vento come qualsiasi bollettino meteo recita quotidianamente: " vento tra Canosa e Candela e tra Pian del Voglio e Barberino del Mugello". Ogni raffica è un accidente che parte: ora io non sono uno di quegli esserini fini e graziosi che si limita a "porca paletta" o "accidenti", ma a seconda dell'intensità della raffica arrivava l'impropero adeguato con tanto di riferimento religioso quando una raffica mi ha spostato di un metro verso la corsia di sorpasso.Questo accade poco prima di Roncobilaccio dove decido una sosta antistress da vento: scopro solo al viaggio di ritorno che il peggio lì lo avevo quasi passato come strada. Lì ho un atitmo di sconforto: vorrei mollare, il vento in moto non mi piace, mi fa paura, ma mi mancano circa 100 km alla destinazione e molti di più a tornare indietro. Tuttavia questo sentimento mi segnerà perchè mi lascia nervosa per tutto il fine settimana anche se rido e scherzo tranquillamente ma mi lascia l'angoscia del vento al ritorno, che secondo la più classica applicazione della legge di Murphy, ci sarà fino a sotto casa e per tutta la durata del fine settimana rendendomi un poco eolofobica ed eolo isterica. A ronco mi ci fermo circa una mezz'ora pettinata da raffiche di vento anche all'autogrill. Non ci osno alternative: devo ripartire. Mi accodo a un camion che mi porterà a Firenze ad una media di 60 km/h lottando su un cavalcavia lunghissimo con un vento micidiale che mi sballotta. Ora riflettendoci penso che De Gregori abbia ragione " gli uccellini nel vento non si fanno mai male hanno ali più grandi di me" Ma lì per lì una ocsa così bella che mi avrebbe confortato non mi è venuta in mente. Provata dla vento arrivo incolonnata alle porte di Firenze e mi fermo al'ultimo autogrill: Bisenzio. Il benzinaio vince il premio gentilezza. Deve essere albanese, non parla un italiano perfetto ma è tanto carino da reggermi la moto e porgermi il braccio per scendere.
Chiamo il Seba, come da accordi. "ciao Seba sono qui all'autogrill di Bisenzio (che lui ignora chiamarsi così) Si si, stai tranquillo starò attenta ai cartelli... Grazie sei un tesoro a venirmi a prendere al casello: sono ricoglionita dal vento e non so se riuscirei ad arrivare a Montemurlo" Riparto e l'applicazione allo studio della rotta sul sito delle autostrade, dà i suoi frutti: sono nel posto guisto per non impazzire nel prendere lo svincolo per Prato: praticamente sono "già" sullo svincolo.
Arrivo al Casello, spengo la moto, alzo la visiera e dico al casellante "Se qualcuno dietro si lamenta gli dica di che non mi interessa!" " si si signorina, non si preoccupi... però un bel viaggio, deve essere stanca, può rimanere qui quanto le pare, anzi se vuole la ospito qui dentro.." E poi dicono che tutti ce l'hanno coi motociclisti, ma perchè con me sono tutti così carini? Intanto arriva il Bonacchi: 5 minuti di chiacchiere e concordiamo che mi porta all'agriturismo: ho bisogno di rilassarmi e farmi una doccia.Lo avviso, "Guarda che io vado piano" e mi dimentico di dirgli anche "guarda che io non sorpasso le colonne di macchine", ma lo scoprirà più tardi mentre prova a farlo e gli suono per fargli capire che non c'è trippa per gatti. Gironozolando tra paesini arirviamo a Montale e poi in via Maone e Casello dove parte la salita strettta ma asfaltata che mi porta all'agritursmo. "Ma questa per te, Laura, è una cosa nuova, mai fatta!" dice una vocina nella mia testa. e d uan seconda gli risponde "Embeh? ti sei fatta 300 km e ti fai spaventare da una stradina da prima o seconda che affronti di puro sterzo? Guarda il Bonacchione dove va e come gira e seguilo!" Tutto procede a meraviglia salgo, non velocissima in seconda talvolta mettendo la prima, è una stradina che mi sta emozionando tanto. Il Seba mi pede per un atitmo di vista, forse per lui vado torppo piano e si ferma in salita. Mi fermo anch'io e lì giunge il vero attimo di terrore....Far ripartire la moto in salita. Ora qui nella selvaggia e brulicante pianura padana le uniche salite che abbiamo sono quelle dei cavalcavia che in genere sono molto dolci, poco pendenti e la moto in questi casi la tengo ferma appoggiandola alla gamba, senza applicare la tecnica " appoggia la zampa sinistra con la prima innestata, freno posteriore, un po' di gas e rilascia la frizione, appena atacca lascia il freno." Provo per prima cosa la tattica del cavalcavia di pianura e la moto mi scivola un po' all'indietro; provo allora con la teoria sopra descritta e il posteriore non mi regge, o forse non lo pestavo abbastanza. Faccio un ultimo tentativo ma le cose non vanno bene e si spenge la moto. Segue un urlo "SEBAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!" Eccolo che parcheggia la Cignala e corre in soccorso: " non riesco a farla partire in salita" Affido la gattaccia al Bonacchione, per scoprire che mi mancavano 5 metri all'agriturismo dietro ad una curva! Se non si fosse fermato ad aspettarmi temendo una mia caduta.... poco male almeno abbiamo l'aneddoto divertente da raccontare!
I' Seba rimane con me tutto il tempo tranne il momento della doccia (beh almeno quello: non mi vergogno a farmi vedere in mutante soprattutto dopo 300 km di tuta in pelle coi pesciolini rossi che cadono fuori dai pantaloni: per l'odore anche al più "affamato" passerebbe la voglia) e cazzeggiando sentiamo un bicilindrico che sale: è lo zio Cash con Margot e la ER 6-N che ha sostituito la mia gattaccia! ci raggiunge poco dopo anche Luca B omonimo del mio Luca anche nel cognome con la sua Guzzi California: passiamo un po' di tempo in racconti vari, fino a che non mi giunge una telefonata: è Luca, il mio, che è incastrato sul Mugello prima dell'uscita per Barberino. Poi riuscirà ad uscire lì e a raggiungerci. Sinceramente persi il senso del tempo da un bel pezzo quindi non saprei dire se passarono ore o minuti. So che avevo fame, tanta, a mezzogiorno non avevo mangiato e la morsa adrenalinica si stava lasciando andare per lasciare spazio alla "vegetalità" che c'è in me.
Seba e Luca guzzi ci abbandonano per andare a prendere le loro macchine con cui ci scarrozzeranno a Montemurlo alla trattoria dei 2 monelli per i Tortelli di patate in tutte le salse! Qui vi lascio nella dissolvenza di una mangiata epocale, di una bella dormita per riprendervi e riprendermi di fronte ad una tazza di cappuccino XL che non solo ti mette in pace col mondo , ma ti fa sentire amata come non ti è mai successo nella vita!
Intanto che aspettiamo che Lo zio e Margot, si sveglino, il Bonacchi e Luca salgano io e il Luca che era incastrato sul Mugello, scendiamo a Montale a cercare delle batterie per la macchina fotografica perchè, come murphy insegna, si sono scaricate sul più bello e non ne avevamo di riserva. Troviamo il supermercato, che ci fornisce le pile, e rimaniamo basiti dal fatto che nella piazza principale di Montale ci sono 4 bar e, appena fuori dalla piazza, almeno altri 2. Poi si parte alla caccia dell'edicola per il Vernacoliere! Missione pile e Vernacoliere compiute! torniamo alla base. Dove c'è l'ultima curva prima di entrare nell'agriturismo, la strada si biforca e da lì parte uno sterrato. E figurati se luca non ci si infila! Facciamo i primi metri, poi una curva e da lì una bella salita larga ed ancora più sterrata... scendo lo lascio andare a divertire da solo. Quando scende ha gli occhi che gli brillano, e mi dice: "mi sa che sono andato a fondo corsa con gli ammortizzatori..." Solo al parcheggio dell'agriturismo ci accorgeremo che a fondo corsa ci è arrivato e il parafango anteriore ne ha pagato il conto. :-(
tra un sms di Gianni che annuncia la sua partenza da Roma, Lucas che ci annuncia di essere al casello di Prato ovest e Lo zio che annuncia di dover tornare a Roma in tutta fretta per problemi di lavoro (che fortunatamente poi si risolvono) Si giunge al mezzogiorno e al dover ingannare il tempo mangiando attendendo che Peppe finisca di Lavorare e ci raggiunga con Amalia.
Dopo Pranzo ci si divide: c'è chi va a farsi un giro con Luca, quello con la Guzzi, per tornare verso le nove, c'è chi poltrisce in agriturismo con una birra e i piedi in piscina (anche se tia un vento micidiale) c'è chi si ustiona perchè i sole è coperto, ma è quel sole bastardo (l'ho scoperto giovedì di essermi ustionata) da ti scotto, c'è chi fa un pisolino, c'è chi si trastulla in uno scopone scientifico, signore contro consorti, suonandogliele a lor signor uomini. :-D Il tempo passa nel cazzeggio, il che è una bella cosa: oltre alal mangiata lo scopo è quello di rilassarsi, non di itrarsi il collo sempre in sella. "i momenti cibo" sono il centro delle nostre attenzioni: Altra mangiata epocale con serie di anedodti barzellette scherzi (Ho rubato il bombolone alla crema al peppe con la complicità del Bonacchi) Purtroppo non ho parole adeguate per descrivere la magnificenza dei piatti, la bontà, e la squisitezza dell'ospitalità dell'agriturismo: posso dire che ti fanno sentire benvenuto ed amato.
Domenica Mattina: La mia colazione sarà a base di Alka seltzer, multivitaminico e cappuccione: ho veramente mangiato troppo. Oltre a questo si aggiunge il nervosismo perchè è il giorno della ripartenza: no, non sono triste perché non voglio andare via sono estremamente preoccupata perché il vento c'è sempre, forse un po' calato, ma c'è. Arrivano il Bonacchi e Luca con la Guzzi: quattro chiacchiere ed i preparativi per la partenza. Sono talmente tanto nervosa che non riesco a stare con gli altri: Vado dalla mia motina: intanto è parcheggiata su di un piano inclinato quindi ce la devo togliere, poi trovare un punto dove fermarla salirci e partire, almeno per toglierla di mezzo. Lo trovo salgo parto e mi faccio la salitina sterrata. Arrivo su e trovo un ciclista: non mi sbarra la strada, ma mi sento in una situazione critica forse più che altro per il nervoso che ho addosso e nel fermarmi per lasciarlo passare scelgo il punto più stronzo, in pendenza e anzichè mettere giù la zampa a monte, metto il piede a valle, solo che non tocco e andiamo giù in un coro di "merda merda merda" dal mio casco, io e la moto. Va anche aggiunto che il ciclista con tutta la strada che aveva a disposizione sceglie di passarmi accanto esattamente mentre sto cadendo, (dalla parte in cui sto cadendo!) facendomi preoccupare mortalmente di averlo preso. Arrivano Sebatian e Luca, seguiti da Gianni, Miro, Lucas Patty e Margot (che si preoccupa tantissimo che mi sia fatta male) Poi il mio di Luca che era , emh affaccendato in cose affaccendate..... Non mi sono fatta nulla, a parte una leggera contrattura che mi passa in una decina di minuti, la moto ha uno specchietto in frantumi (che fortunatamente il Bonacchi ha di scorta), e una crepa sul cupolino: e alè un altro pezzo di nastro telato nero. Io sono mortificata, nervosa, tremo. Lo zio non mi abbraccia: letteralmente mi stirzza e mi dice "solo ai tosti capitano cose così". Margot mi chiede come sto se non mi sono fatta male: è lo zio che risponde per me dicendo che le ferite ce le ho solo nell'orgoglio. Mentre tutti si allontanano e rimango Lì con Sebastian e Luca Guzzi, non ce la faccio a tratteere oltre un paio di lacrime: nervosismo spavento incazaztura non lo so, so che se non mi fossi fermata forse avrei iniziato a singhiozzare.
La moto dall'agriturismo me la porterà giù Luca, io scendo come passeggera di Lucas. Poi la condurrò dalla fine della stradina fino a casa di Sebastian dove la lascio per salire come passeggera sulla ZZR per raggiungere la casa della bistecca. Percorriamo una strada bellissima ma continuo ad essere nervosa: Se avessi seguito il mio cuore dall'agriturismo mi sarei fiondata in autostrada e via verso casa. Non ho fame o almeno non la sento: ordino solo una bistecca e dell'insalata. Ma poi arrivano i picci, di cui ne ho sempre sentito parlare ma non li ho mai mangiati. Come posso non onorarne la presnenza! ne prendo un assaggio, e poi segue un assaggio dei magnifici tortelloni con i funghi. La carne è semplicemente sublime, ma il cibo non mi irstailisce proprio il buonumore: So che da lì ci sono un tot di kilometri per tornare a Prato e poi 300 che mi attendono in sella alla mia motina per tornare a casa. Non sono tranquilla per nulla come passeggera oggi: Luca continua a chiedermi se va tutto bene, ma non è così. Resisto so che è l'unica cosa da fare.
A prato Lucas e Luca decidono di fare la porretana fino a Sassomarconi, io prenderò l'autostrada: so che per Luca lasciarmi andare a da sola è fonte di enorme preoccupazione, ma sa anche che se sono sola mi cavo d'impiccio e faccio le cose in modo rilassato e soprattutto visto il mio nervosismo L'autostrada con in camion-balia a cui appendermi, niente incroci e la strada larga per me sono fonte di sicurezza. Metto in moto la mia tatina, faccio la manovra di uscita e veniamo scortati io fino all'ingresso per l'autostrada e Luca e lucas verso la porretana. Sono in sella da qualche minuto e il mio nervosismo non c'è più. Il traffico non è intensissimo, c'è solo vento e questo mi infastidisce. Il mugello del ritorno è come il mugello dell'andata, però un po' più nervoso per me: sono già stanca lì e non riesco a mantenere un contatto ben serrato con i camion e i due puntini rossi sono sempre importantissimi per affrontare le gallerie. Arrivo all'area Cantagallo, punto d'incontro con i 2 Luca. Sono insofferente allo star ferma più che all'andata: so anche che la luce piano piano incomincerà a scarseggiare e non voglio rimanere in autostrada col buio, ma ahimè mi tocca e da Parma a Milano sarò nel buio.
L'idea è terribile al pensiero, ma andando è addirittura bello, grandioso, fantastico: io ocn la mia moto, che non ho mai pensato seriamente di poter fare una cosa del genere! Ed invece... ce l'ho fatta! E nessun può dire che la moto lì o là non ce l'abbia portata io.
dita a V e lamps, Il gatto!
| Ed ecco a voi le foto del Chianina Party!!! |
 |
 |
 |
| Una fetta di panorama dalla terrazza |
 |
 |
 |
| L'altra fetta di panorama dalla terrazza |
 |
 |
 |
| Alcuni tra i bellissimi fiori delle aiuole |
 |
 |
 |
| Bastet alla Cantagallo |
Bastet e La Cignala |
Il danno che ha fatto Luca |
 |
 |
 |
| Svacco in piscina |
I cavalieri dei tabacchi |
ho verificato ha fatto l'antirabica... |
 |
 |
| I picci |
Ed i tortelli |
 |
 |
| Gli ulivi sanno essere ben strani |
Un Roseto da bocca aperta |
|