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I moto racconti del Gatto!



Io la Nina (e Luca) e il fine settimana di pasqua


E' un tranquillo sabato mattina di pasqua, e, come in previsione da circa un mese, partiremo per raggiungere degli amici motociclisti che abitano sopra Biella, praticamente all'inizio della Panoramica Zegna.

Ore 7.30: con la mia tazza di tè in mano contemplo il cielo e questo grigio simil smog di Milano, che però è alto e fatto dalle nuvole, mi lascia perplessa.
Va beh, se rimane grigio, in moto ci si va lo stesso, se vengono 2 gocce, diventa sguiscido il fondo, mi fa un po' di timore, ma si può andare lo stesso.

Termino la finta colazione, prendo i ragatti, li intrasportino tutti e li infilo in macchina: pasqua dalla nonna (che sarebbe mia mamma e mi stressa l'anima se non le porto i suoi "bambini", come se lei non ne avesse già 6 e un cane)

Tragitto Bollate navigli - navigli Bollate: du gocce qui du gocce là. Ma proprio 2 di numero, che m'inzozzano più il parabrezza che bagnarlo.
Il pensiero è: " Se viene più forte speriamo che Luca desista dal voler prendere la Nina".
Il cielo rimane "grigio ti lavo". Prima di approntarci alla bardatura simil cavalieri medioevali chiamo gli amici e chiedo se per caso non nevica da loro: credo sia un dettaglio da non sottovalutare.
Niente neve: si parte con la bardatura.
Paraschiena (gente quello nuovo è semplicemente divino!) pantaloni, stivali, vabbeh che ve lo dico a fare lo fate anche voi....

e Zainone! beh non era al massimo delle sue capacità ma per un paio di scarpe numero 44 (non le mie!) non mi era possibile usarne uno più piccolo ( ma ho fatto tesoro dell'esperienza e per il raduno mi organizzo meglio).

Si parte! vi risparmio i numeri di mettersi lo zainone con le protezioni che ti bloccano gli spallacci e la movenza di un tricheco per salire al posto zainetto con lo zainone, ma ce l'ho fatta.
Facciamo qualche centinaio di metri e chiedo la prima sosta. Niente di che: non avevo chiuso bene i pantaloni ed entrava uno spifferino antipatico; se ci dovevo fare tutto il viaggio mi ci congelavo la gamba.
Metto a posto il pantalone, Luca mi chiede se sono a posto, ovviamente gli rispondo di si e poco ci manca che zainetto e zainone si ritrovino giù dalla Nina...

Ok vista l'incomprensione si decide che se la mia zampuccia non è sul serbatoio io non sono a posto.

Si prende l'autostrada e lo zainone decide che più dei 120 non si può fare: beh non male è una velocità decorosa che ci teniamo fino a Besnate cioè per circa 40 km, poi......

" corri Noè ti chiama il Principale: oh cielo è il diluvio universale!"

acqua da sopra da sotto di lato, e per fortuna non da dentro! Le tute, teutonicamente nere in pelle, (facciamo molto effetto motociclisti tedeschi) hanno retto benissimo la pioggia. Un po’ meno lo zainone. Tuttavia i ricambi di vestiario erano tutti insacchettati in plastica ( scema si ma col nesquik) tranne alcune cose importanti come i documenti e i cellulari che erano le uniche cose non implasticate....

:-O

E l'acqua ci ha seguiti fino a destinazione.
Sotto la pioggia pensavo a come scrivere questo racconto con accenni poetici ed ora come ora gli accenti poetici non me li ricordo proprio più...

:D

Nel pomeriggio c'è uno sprazzo di luce, ma promettente acqua da un momento all'altro, viene proposto di andare ad un negozio di articoli per moto e motociclisti perché la nostra amica ha bisogno di un paio di guanti.
La scelta è "andiamo in macchina viste le avverse condizioni o in moto?"
Luca, che ormai è moto dipendente decide per tutti che saremmo andati in moto.
E così parte il corteo.
CBX del 86, Nina e VFR di pochi anni. Decido per comodità di fare lo zainetto sul VFR: Lo zainone mi aveva un pochino massacrata la schiena..

Una ventina di Km abbondanti in tornanti e statale, e il centauro moto-dipendente arrivato al negozio esclama: " se sapevo che saremmo arrivati fin qui non avrei proposto di venirci in moto..."
Volendo ucciderlo e comprendendo che avrei dovuto svezzarmi alla svelta per riportare a casa la Nina tra tornanti statale ed autostrada, mi sono limitata a guardarlo molto truce e dirgli:
"E chiedere prima dove si stava andando no, eh?"
Pazienza, non tutti i mali vengono per nuocere: scopriamo in questo viaggetto che il sale dato sulle strade di montagna non è stato gradito dalla catena che ha un paio di maglie incrocchiate e fa un gran brutto rumore.
Una spruzzatina di grasso e la Nina pare nuova.

Vi risparmio il filetto per cena e il nutella party, per saltare alla tranquilla domenica piovosa con sprazzo di luce e le mie piccole disavventure motociclistiche.

Come dicevo domenica con sprazzo di sole: si porta la Laurona (cioè io: anche la nostra amica si chiama Laura ed è di un paio di anni più giovane e più vecchia di me di 6 mesi di patente A) a fare un po' di pratica in un parcheggio. Anche perché alla Lauretta sconfiffera molto l'idea di farsi " il caffè delle signore" su due ruote possibilmente percorrendo la panoramica Zegna alla prossima volta.
Du palle! mi sono stancata dei parcheggi, ma il sali e scendi delle strade di zona e le curve e contro curve e la mancanza di spazi per accostare non mi ispirano: sono ancora troppo inesperta per poterle affrontare (lo so lo so prima o poi mi tocca!).
Faccio qualche giretto nel parcheggio per cercare di imparare quello che non so fare: partire con quel minimo di decisione che serve per non controllare la strada diecimila volte prima di riuscire a mettersi in marcia. In un parcheggio la cosa è semplice: hai un sacco di spazio, ma alla realtà dei fatti i conti li devi fare coi cordoli dei marciapiedi e le macchine parcheggiate: in un parcheggio vuoto queste cose non ci sono.
Mi si spedisce allora in strada. uno stop con partenza al rallenty tanto che i Lombrichi dietro di me si sono spazientiti per l'attesa, un dare la precedenza e poi la rotonda... in se tutto abbastanza bene se non fosse che arrivo alla rotonda con ancora la freccia a destra della precedenza e devo svoltare a sinistra!
La cosa sarebbe semplice se non fosse che ho la frizione tirata, una mano da puffetta (i guanti xs mi stanno larghi) e la Nina che di andare in folle non ne vuole sapere! Ok accosto, lascio abbastanza spazio per far passare le 3 macchine di numero che arrivano. Provo a mettere la folle, niente... ma porca miseria! ( in realtà il pensiero è stato un po' più colorito dettato dal panichino che avevo, ma credo che questa parafrasi possa urtare meno al sensibilità di qualcuno più morigerato di me). Ho capito: la freccia me la stacco con la destra tanto sono ferma.

Controllo strada, riparto.

La peggio rotonda che abbia mai fatto: non come rotonda in se, ma come manovra.
Svolta a sinistra per rientrare nel parcheggio e mi trovo il mio primo imbecille!
Mentre da brava bimba coscienziosa do la precedenza a una macchina un po' distante, ma rischiosa per i miei tempi di reazione arriva "lo splendido" in multipla che mi suona...
Minchia! ma ti sei visto la macchina? ma suona a tu' sorella! (questo è esattamente quello che ho pensato).
Però mi è servito il tipo con la multipla: ha puntualizzato su una cosa che devo imparare, essere un po' più decisa con le partenze.

Mi fermo. Lo scherzetto della frizione mi ha lasciato un po' in imbarazzo tanto da chiedermi: " ma dov'è finita la mia presenza di spirito?"
Si torna a casa dopo un girettino così per gradire.

Lunedì ci svegliamo con il cielo che ha fatto la pace col mondo.

...Manco c'è da dirlo a Oropa per la polenta concia ci si va in moto. Il solito Corteo: CBX, VFR, ZZR che detto così pare un codice fiscale.
Si decide che si fa la Lauras' bike: io e l'altra Laura sul CBX, Salvo e Luca portano altri 2 amici zainetto.
A parte il sole la pappa buona i saluti tra motociclisti, la gita in se non ha nulla di speciale: é stato bello ritrovarsi a chiacchierare con altri motociclisti di cui ignoro il nome con moto diverse tutti parcheggiati insieme, fatta eccezione per 2 coppie col BMW che sembravano un po' snob come i cigni nei confronti delle anatre nello stesso laghetto. Ma sono felice di fare l'anatra se mi permette di chiacchierare con altre anatre! :)

Così noi anatroccoli, dopo il giretto a piedi pro digestione veniamo convinti da una grossa e minacciosa nuvola che è il caso di ripartire.
Vestizione. Il paraschiena mi da problemi, ma non come quello vecchio: è la cintura che stringe troppo per quanto ho mangiato!

Ops!

Il CBX , spostato da Salvo insieme alle altre, per errore è rimasto con le luci di parcheggio accese e.... addio batteria!
Poco male, siamo in 6 solo noi, e il CBX parte a spinta senza grossi problemi: va solo fatto in modo che non si spenga più fino a casa. Risalgo con Laura e affrontiamo scorciatoie con delle discese che da sola per fifa avrei affrontato sudando 7000 camicie. Non so se il suo fosse coraggio, avvezzità alle strade di montagna o incoscienza: diciamo che non ho voluto approfondire la questione :)
A Biella facciamo un cambio passeggeri: Lauretta da sola, io e Luca, l'amico zaino recupera la sua macchia e la sua consorte, inebriata dal VFR decide che a casa di Salvo e Lauretta ci sarebbe arrivata in moto nonostante il colpo della strega.
Si arriva in sequenza VFR, ZZR, 1, CBX, (fa più codice fiscale scritto così) che s'infila tipo "cavallo che vede la stalla aperta" nel box.

10 minuti di saluti e ripartiamo io Luca e la Nina alla volta di casa nostra.

Il viaggio di ritorno?

Il sole ci ha accompagnati molto gentilmente fino a casa nel traffico del rientro con un po' di colonna qui e là.


dita a V e lamps, Il gatto!