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I moto racconti del Gatto!
Eureka!
Oggi ho fatto il mio primo moto giro dalla A alla Z da sola!
Antefatti.
Va detto che gli altri moto giretti che ho fatto prevedevano gli
spostamenti garage-strada, strada-garage fatti da Luca.
Oggi invece la nina il moto-papà non lo ha visto per niente!
Qui dalle mie parti sono 3 giorni che piove cosa che mi ha rattristato
non poco, sia perchè sensibile al clima, sia perchè pioggia = no moto
pratiche.
Sta mattina ho visto un grigio stabile ed ho pensato che una
mezz'ora di tregua, se non tutta la giornata, ce l'avrebbe concesso.
Sono le 9.20, sono sveglia da un po' ( i gatti hanno fame e reclamano la
pappa, ma in modo più gentile la domenica) e mi dico è un'ora decente
per fare un moto giro, magari riesco a convincere Luca. Va detto che il
cucciolone ieri si è sciroppato 13 ore di straordinari e che aveva il
sacrosanto diritto di rimanersene a letto a dormire.
" Tesoro, sono le 9.30 ed è una bellissima giornata per fare un moto
giro. O mi ci porti o ci vado da sola"
"Svegliami tra un po' "
" Ok ti sveglio quando rientro"
Luca lo ha preso per uno scherzo, e anch'io sul primo istante: poi ho
riflettuto che prima o poi l'avrei dovuto fare e quindi perchè non oggi?
In 10 minuti avevo addosso paraschiena pantaloni e stivali. Saluto Luca
che realizza che stavo facendo sul serio. Gli sale uno zic di panico (parafraso l'espressione che ha usato) e mi chiede di attendere un
attimo, si veste: se c'è bisogno almeno può precipitarsi giù ad aiutarmi
senza perdere tempo.
Sono agitata, un po' per il timore che possa accadere qualcosa, che poi
sarebbe una caduta della Nina questo qualcosa, e sono euforica al fatto
di farlo da sola. Tremo. Lo dico a Luca che commenta citanto l'
enciclopedia imbecille della moto: " caro! domani c'è bel tempo: il
motard si agita!".
Si preoccupa se le strade sono bagnate. Minimizzo: "un pochino..." E
mi fa le raccomandazioni:
"attenta pinzi troppo..."
" ma se ho la frenata lunga!"
" si, ma tendi a bloccare... e usa il posteriore"
E' ora di scendere, casco in mano, guanti e vado dalla Nina.
La Nina è sul centrale. poco male, non mi spaventa. Voi direte: "che ci
vuole sali su, ti dai la spinta e la tiri giù". Sbagliato! chi mi
conosce di persona sa che sono alta un metro e ottantavogliadicrescere,
(ma a 31 anni sarà difficile mettere su centimentri se non di giro
chiappe) così la Nina la tiro giù di lato, a spinta. Dopo aver tolto
blocca disco e blocca sterzo ovviamente. Qualcuno settimana scorsa mi
scrisse un messaggio dicendo che la ZZR 600 era pesante... non so cosa
volesse dire, ma non mi sembra poi tanto, per poi scoprire che chi mi ha detto ciò guida una moto che a detta di molti è facile come una bicicletta. Tiro giù, tiro indietro,
faccio manovra per evitare il tagliaerba dell'ingeniere (emh.....
ducati) e sono nel cortiletto. Luca guarda dall'alto: felice che fin lì
sia andato tutto bene. Ed ora affronto il mio peggior nemico: il
gradinetto. Accade che non abbiamo la fichissima chiave del cancellone
automatico così ci accontentiano del passaggio pedonale bello largo e
non ce ne lamentiamo visto che la rimessa moto ci è concessa a gratisse.
Però il passaggio pedonale ha un gradino di 5 cm o poco più (in realtà
non l'ho misurato, ma fidatevi che non è bassissimo, ne altissimo) e per
la signora in questione con la tonicità muscolare di un budino molle
diventa uno scoglio vero e proprio. Guardo la Nina e le dico: "dai,
dammi una mano" e così è! Non so come, ci mette del suo e a spinta (non
venite a dirmi di farlo in prima da sopra, ci sono dei motivi oggettivi
per cui non lo faccio tra cui la scarsa visibilità) passiamo il
gradinetto in due tappe: ruota anteriore e ruota posteriore.
San Culino guarda giù e dritto davanti a me c'è un posto auto libero e
bello dove piazzarci la Nina per aver il tempo di recuperare il casco e
chiudere il cancelletto.
Faccio manovra per mettere la Nina in posizione "pronta per partire" e
volevo metterla all'interno dello spazio auto, solo che in retro a
spinta un maledetto sassolino mi blocca la manovra! :(
Poco male sono a filo delle auto parcheggiate, ben distante
dall'incrocio...
Accensione :)
La patatona si avvia bene, attendo che si riscaldi per benino prima di
salirci. Seguo il consiglio del capo: un paio di giri nella via traversa
che è senza uscita per fare un paio di partenze e frenate. Ok fatte. si
parte!
Faccio il solito giro, destra destra destra. A 40 km orari. No, non è
fifa per il bagnato: me lo voglio solo godere un po'. La Nina lampeggia
riserva. Il benzinaio non sarebbe distantissimo, ma il capitolo
"rifornimento" lo lascerei ad un'altra volta. All'ultima svolta a destra
mi ritrovo una vasta distesa di sassi e sassolini vari: ho sentito dire
che sono pericolosi e non so come comportarmi, ma San Culino guarda giù
di nuovo e mi illunima un passaggio.
Va bene così per oggi, non voglio
rimanere senza benza, mi fermo. Apro il cancello, ho un sorriso che va
da un 'orecchio all'altro anche se non ho ancora finito, e nonostante il
sorriso riesco a spaventare i due testimoni di Geova che passavano di
lì: sarà stata la tuta nera in pelle? La Nina è un po' distante: a
spinta no, non c'ho voglia, riaccento prendo la manovra per bene, larga,
e la parte bassa del gradinetto (perchè dalla strada è più basso) la
passo di sola inerzia. Spengo e termino la manovra a spinta ( problemi
di altezza: meglio andare sul sicuro), scoprendo di aver spento la Nina
in prima! Tra tutte le possibili scemate che potevo fare.... Allargo un
po' perchè sono salita un po' troppo di lato e porto dentro la bimbona.
Parcheggio carezzine e bacini ( gleili dò veramente!) e torno a casa
felice di aver vinto questa piccola battaglia con me stessa.
dita a V e lamps, Il gatto!
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